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Parto in acqua: pro e contro

Tutti gli aspetti da tenere in considerazione per la nascita in acqua del bambino

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La nascita in acqua

Negli ultimi decenni partorire in acqua è diventato sempre più popolare tra le future mamme in cerca di soluzioni alternative a quello tradizionale. L’obiettivo è alleviare il dolore del travaglio per vivere un’esperienza di parto felice e positiva e nello stesso tempo garantire al bambino una nascita meno traumatica.

 

Perché partorire in acqua

È ormai noto e provato scientificamente che l’immersione nella vasca ha un effetto rilassante su tutta la muscolatura, regolarizzando la respirazione e attenuando la percezione del dolore. Le evidenze scientifiche dimostrano che l’immersione riduce sia la richiesta di anestesia epidurale e spinale sia la durata del travaglio, rendendo le donne più attive e partecipi alla nascita.

 

Come partorire in acqua

La donna si immerge in una vasca per parto contenente acqua calda, dove è libera di muoversi, di stare accovacciata, di galleggiare, di alzarsi, di uscire e di rientrare quando vuole. La temperatura durante il travaglio è mantenuta intorno ai 36 gradi e si alza a 37 gradi quando si avvicina il momento dell’espulsione. L’ostetrica e il ginecologo sono sempre presenti e controllano il battito cardiaco del bambino e della mamma e diversi altri parametri. Esistono in rete molti video di parto in acqua in ospedale che permettono di seguire nel dettaglio tutte le fasi del parto in acqua.

 

Parto in acqua in casa: i costi

Partorire in acqua in casa è possibile, ma bisognerà pensare ai costi e attrezzarsi. Bisogna infatti noleggiare una piscina per il parto, il costo è di circa 400 euro a seconda del tipo che si sceglie. È necessario noleggiare, per questioni di igiene e sicurezza, anche il telo copri vasca monouso, che resta poi a contatto col corpo della madre durante il parto. Esistono associazioni di ostetriche specializzate che offrono questo servizio a prezzi contenuti, portando direttamente con sé la piscina gonfiabile. Ti consigliamo comunque di consultarti prima di tutto col tuo ginecologo di fiducia, e una volta ottenuto il via libera, puoi cercare delle ostetriche specializzate nel parto in acqua in casa, nella città in cui vivi.

 

Ci sono controindicazioni al parto naturale in acqua?

Il parto in acqua non presenta rischi specifici per la mamma e per il bambino ma è indicato solo alle gravidanze a termine e non a rischio. È invece sconsigliato quando la fase espulsiva non procede nei tempi giusti, quando il travaglio si protrae troppo a lungo, se il liquido amniotico è tinto oppure se si temono complicazioni. Sono controindicazioni assolute il parto podalico, il parto gemellare e prematuro. Anche in assenza di rischio, è importante informarsi in anticipo con l’ostetrica o con il ginecologo, valutando i pro e contro del parto in acqua e accertandosi che la struttura si attenga rigorosamente ai protocolli.

 

Dove partorire in acqua

Non tutte le strutture ospedaliere son dotate di vasca per il parto. Se vuoi vivere quest’esperienza, meglio organizzarti in anticipo per capire dove e con quali modalità è possibile partorire in acqua.

 

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