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Parto naturale

Informazioni sul parto naturale anche nei casi più atipici

Parto naturale

 

Una nascita che asseconda la natura

Il parto naturale è definito dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come un parto che avviene in maniera fisiologica e spontanea per via vaginale. L’unico requisito per la futura mamma è essere in buona salute e avere una gravidanza a decorso regolare, con un basso rischio di complicanze. La sicurezza è garantita dalla presenza di personale ostetrico e ginecologico competente in tutte le fasi, dal travaglio all’espulsione, fino al secondamento.


Il travaglio favorisce la dilatazione

Il parto è suddiviso in quattro fasi: le prime due - prodromica e dilatante - costituiscono il travaglio, che è seguito dalla fase espulsiva e di secondamento. Il travaglio inizia con contrazioni uterine forti e regolari, accompagnate da assottigliamento e dilatazione della cervice. Quando è completa, la dilatazione può raggiungere e superare dieci centimetri di diametro.

 

Parto naturale o cesareo?

È la domanda che le donne gravide si pongono quando si avvicina la data fatidica. Molte dichiarano di temere di non riuscire a sopportare il dolore, e di sentirsi per questo più rassicurate da un taglio cesareo. Eppure l’intervento chirurgico non è esente da dolore e dovrebbe essere riservato a particolari condizioni di rischio per la madre e il bambino, per esempio in caso di posizione anomala del feto - podalica o di spalla - e di gravidanza gemellare. È importante allora ricordare che il dolore del travaglio è soggettivo e spesso di intensità diversa nella stessa donna che ha vissuto l’esperienza più volte. La seconda, per esempio, è in genere meno impegnativa e dolorosa della prima.

 

Parto podalico naturale: in alcuni casi è possibile    

La presentazione ideale per la nascita è quella cefalica, con la testa rivolta verso il fondo dell’utero e i piedi in alto. Quando il nascituro si presenta in posizione podalica, con prima le natiche o i piedi, è indicato il taglio cesareo elettivo. In alcuni casi però può essere preso in considerazione quello naturale quando il nascituro è di dimensioni ridotte rispetto alla pelvi della madre, ma solo dopo che il ginecologo abbia valutato il rapporto rischio-beneficio. 

 

Parto naturale di gemelli, non è escluso a priori 

Sebbene la gravidanza gemellare sia generalmente candidata a taglio cesareo programmato, anche il parto multiplo può essere vaginale. A condizione però che i gemelli siano bicoriali e biamniotici - due placente e due sacchi amniotici - che la gravidanza sia trascorsa senza complicanze, che non si siano evidenziati ritardi di crescita in nessuno dei gemelli e che almeno il primo feto si presenti in posizione cefalica.

 

Parto naturale dopo cesareo

Circa 3 donne su 4 con una seconda gravidanza fisiologica e travaglio spontaneo partoriscono per via vaginale dopo un precedente taglio cesareo. La decisione si basa su alcune valutazioni: il vissuto della donna, il motivo per cui è stato eseguito il cesareo la prima volta, quando questo è avvenuto e se l’intervento fosse programmato o in urgenza. È importante anche il tipo di incisione praticata sull’utero, verticale o trasversale, un dato che può essere reperito dalla lettera di dimissione o dalla cartella clinica.

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