Cura e Benessere

Il Coronavirus spiegato ai bambini

Informazioni e consigli utili per gli adulti

covid19

Cosa dire ai bambini sul Coronavirus e come, ora che le scuole sono chiuse e la routine della vita quotidiana è cambiata. La prima regola: non trasmettere ansia con parole e comportamenti. 

 

Coronavirus e bambini: trasmettere fiducia

Prima di introdurre l’argomento del Coronavirus è importante che il genitore e in generale l’adulto si sia informato sufficientemente e tramite fonti attendibili. È importante parlare ai bambini in modo tranquillo e diretto trovando il giusto equilibrio tra le spiegazioni di come mai tante persone si stanno ammalando, rassicurando però allo stesso tempo che in Italia ci sono tanti ospedali e medici esperti. Spiegate anche che i bambini sono meno colpiti rispetto agli adulti, sono pochissimi i bambini sotto i 15 anni. Quelli individuati hanno avuto solo tosse e un po' di naso chiuso, perché chi è più giovane ha un sistema immunitario più efficace. Ma soprattutto, è indispensabile riuscire a trasmettere fiducia

 

Quando parlare ai bambini?

Meglio approfittare della mattina per parlare con loro, la sera porta sempre un po’ di paura e se parliamo con loro la mattina, avranno tutto il tempo durante la giornata per rielaborare quel che hanno sentito, pensato e farci le domande.

 

Partite da una situazione che già conoscono

Partire da una situazione che già conoscono come l'influenza stagionale, può essere d'aiuto, perché i bimbi avranno sicuramente sperimentato un raffreddore o un mal di gola, o la febbre e possono comprendere facilmente che il COVID-19 si trasmette stando a contatto con le altre persone e frequentando luoghi affollati. Certo è necessario anche spiegare che questa è una situazione nuova, questo nuovo virus nessuno lo conosce e non esiste al momento né una medicina né un vaccino – le famose “punturine” che anche i piccoli avranno sperimentato - anche se tantissime persone esperte, come dei “Super eroi”, sono al lavoro per trovare una soluzione per sconfiggerlo. 

 

Non bisogna aver paura, ma essere cauti

Partite proprio da questo punto per spiegare che non bisogna aver paura di questo virus, ma è importante essere cauti seguendo alcuni semplici gesti, tra cui:

  • lavarsi le mani spesso e bene, ogni volta che si va in bagno o che si starnutisce o si tossisce: spiegate ai bambini come farlo, in rete si trovano dei video molto carini adatti per i più piccoli, e per quanto tempo (si dovrebbe riuscire a cantare due volte la canzone “Tanti auguri a te…”).                
  • Stare a casa: altra regola fondamentale è non portare in giro il virus per evitare che si ammali troppa gente e specialmente persone deboli, come chi già ha qualche malattia  o persone particolarmente anziane che potrebbero far più fatica a guarire. Per questo motivo, in questi giorni “speciali” dopo la chiusura delle scuole ci è chiesto di stare il più possibile a casa e di uscire solamente per alcune necessità (come fare la spesa o andare al lavoro).

 

Allerta Coronavirus: Non esponete i bambini direttamente a TV e Notiziari

Supervisionate, per quanto possibile, l’esposizione dei più piccoli alle notizie a riguardo, prevenendo la sovraesposizione e il controllo eccessivo della situazione. Non possiamo dimenticare che i nostri figli sono come spugne, assorbono ciò che vedono, dobbiamo dare a loro l'esempio con il nostro modo di agire e la nostra coerenza di attenerci alla ordinanza del Ministero, senza drammatizzare. 

 

Trovate del tempo per poter parlarne e prestate attenzioni a eventuali manifestazioni

Cercate di trovare tempo e tranquillità per stare insieme ai vostri figli e poter parlare della situazione in tutta tranquillità, ascoltando tutte le loro domande anche se ripetitive e contradditorie e rispondendo con sincerità. Evitate di dare troppi dettagli che potrebbero creare preoccupazione. Accogliete le loro eventuali paure o timori, anche se possono sembrare eccessive: l’importante è essere presenti e dar loro stabilità. Prestate attenzione a possibili manifestazioni di paure o ansie, per esempio reazioni psico-somatiche o variazioni nel comportamento. Nei più piccoli potrebbe comparire anche qualche piccola regressione, ad esempio voler dormire nel lettone o qualche capriccio per il desiderio di essere loro al centro dell’attenzione e non “questo virus” di cui tutto parlano. 

 

La routine quotidiana per i bambini è importante

Cercate di mantenere la routine quotidiana il più regolare possibile. Se sono in età scolare, le ore della mattina saranno dedicate ai compiti, il pomeriggio più volentieri al gioco. Disegnare o fare piccole attività di bricolage è importante, molto più se poi attraverso una foto possono essere condivise con i nonni o gli zii. Rassicurateli e mantenete alcune delle vostre abitudini a casa, gli orari della cena, la visione di un film insieme, l’orario di andata a letto e di sveglia. Se possibile favorite l’attività all’aperto (nel proprio giardino), alternate momenti di gioco organizzato a gioco in autonomia. Fate in modo che sia voi che i vostri figli possiate mantenere i contatti con i vostri parenti e propri amici, grazie al supporto digitale.

Approfittiamo di questo particolare momento di crisi per stare in famiglia e ritrovare il bello dell’avere tempo a disposizione da condividere con i bambini. Un atteggiamento psicologico positivo aiuta non solo chi lo attua, ma tutta la famiglia, innesca un circuito virtuoso, aumenta la resilienza e il bene tra tutti. 

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