Fabiana Toneatto
Ostetrica specializzata in riabilitazione del pavimento pelvico
Chi è
Dopo molti anni di esperienza in sala parto, si è dedicata alla rieducazione post-partum e poi alle disfunzioni del pavimento pelvico in tutte la fasce di età femminili.
Ruolo Professionale
- Ostetrica specializzata in riabilitazione del pavimento pelvico
Formazione
- Laurea in Ostetricia
- Master in riabilizatione pelvi-perineale
Acccanto alle donne in ogni età.
LO SAI CHE
Risposte brevi alle domande più attuali e più richieste dai genitori
Nel post-partum, riprendere gradualmente l’attività fisica può sostenere il recupero muscolare, posturale e funzionale. Non esiste però una tempistica valida per tutte: il ritorno al movimento dipende dal tipo di parto, dal decorso della gravidanza, da eventuali complicazioni e dal livello di allenamento precedente. Un tempo si consigliava dopo un parto vaginale di attendere almeno 4-6 settimane prima di riprendere una ginnastica strutturata e circa 8-10 settimane dopo un taglio cesareo. Ora invece le nuove linee guida consentono una ripresa dell’attività sportiva più precoce, sebbene sarebbe consigliata una precedente valutazione con il ginecologo, l’ostetrica o un professionista specializzato. Nelle prime settimane è comunque preferibile privilegiare movimenti dolci, respirazione diaframmatica, camminate leggere, per proseguire poi con esercizi delicati di attivazione del pavimento pelvico e della muscolatura addominale profonda. In seguito, si può iniziare con esercizi di ginnastica dolce, yoga o pilates.
Il seno si prepara all'allattamento in totale autonomia: già dalla 18ª settimana inizia la produzione di colostro, grazie agli ormoni l'areola diventa più scura e ampia per facilitare il riconoscimento visivo da parte del neonato, le ghiandole di Montgomery producono una sostanza lipidica protettiva che idrata la pelle, combatte i batteri patogeni e attira il neonato grazie al suo odore.
Non servono quindi preparazioni fisiche o trattamenti particolari e sono da evitare pratiche obsolete come sfregamenti, indurimenti o rimedi casalinghi (succo di limone o altro,) che possono essere addirittura dannosi.
La vera preparazione non è fisica, ma teorica e mentale: è molto importante conoscere in anticipo le dinamiche e le possibili difficoltà dell'allattamento per affrontarle in modo consapevole. Per prevenire le ragadi è fondamentale lavorare, fin dalle prime ore di vita del bambino, sulla qualità dell’attacco al seno, facendosi supportare da un’ostetrica in caso di difficoltà.
Per ritrovare una pancia piatta e tonica dopo il parto è fondamentale evitare i classici esercizi addominali (crunch e sit-up). Questi movimenti aumentano la pressione intra-addominale, spingono gli organi verso il basso, stressano il pavimento pelvico e rischiano di allargare i retti addominali, peggiorando la "pancetta" o l'eventuale diastasi. Il segreto è riattivare il muscolo trasverso dell'addome, lavorando in sinergia con la respirazione e il pavimento pelvico.
I 4 esercizi posturali e sicuri da fare a casa sono la respirazione diaframmatica ("Core Breathing"), il Vacuum Addominale (Ginnastica Ipopressiva), il Bird Dog (Quadrupedia alternata) e il Ponte Glutei con marcia (Glute Bridge March).
Per la salute dell’addome nel post partum è buona abitudine fare attenzione a come ti alzi dal letto o dal divano, evitando il movimento frontale, evitare l’uso prolungato di fasce o pancere che "addormentano" i muscoli e scaricano le pressioni sul pavimento pelvico, curare bene l’idratazione e la nutrizione per aiutare i tessuti a ritrovare elasticità e evitare il gonfiore intestinale che stressa dall’interno la parete addominale.
La rottura delle membrane è l'evento in cui il sacco amniotico si lacera, causando la fuoriuscita del liquido che protegge il bambino. Questo evento può verificarsi a travaglio già avviato oppure può anticiparlo. Nella maggior parte dei casi a termine, il travaglio attivo inizia spontaneamente entro 12-24 ore dalla rottura del sacco. Se ciò non avviene, le linee guida mediche prevedono l'induzione artificiale del parto per proteggere la mamma e il feto da possibili infezioni batteriche. Non sempre si tratta di un "effetto cascata", talvolta la rottura si manifesta come un gocciolamento lento ma continuo. Puoi riconoscere il liquido amniotico dall’urina perché è trasparente limpido o leggermente rosato, è inodore o leggermente dolciastro e la fuoriuscita non è controllabile. Dopo la rottura vai immediatamente in ospedale se il liquido è scuro, verde o marrone o se la rottura avviene prima delle 37 settimane, altrimenti puoi recarti in ospedale con calma.
Nelle ore successive alla rottura possono comparire contrazioni irregolari, simili a dolori mestruali, che servono ad appianare e ammorbidire la cervice uterina. Si entra nel travaglio vero e proprio quando le contrazioni diventano dolorose, ritmiche e ravvicinate (generalmente ogni 3-4 minuti, della durata di circa 60 secondi l'una).
No, il pavimento pelvico non richiede attenzione solo in caso di incontinenza urinaria. Le perdite d'urina rappresentano soltanto uno dei tanti segnali di disfunzione, spesso legato a un pavimento pelvico ipotonico (ossia debole e rilassato). Esiste però una condizione opposta ed egualmente diffusa: l'ipertono pelvico, in cui i muscoli sono eccessivamente contratti, rigidi e incapaci di rilassarsi correttamente. Una valutazione da parte di un'ostetrica specializzata o di una fisioterapista è raccomandata a scopo preventivo nelle fasi di grande cambiamento (gravidanza, post-partum e menopausa) per preparare i tessuti all'elasticità e per guidare il corpo verso un recupero strutturale e posturale corretto, oppure in presenza di sintomi specifici come: dolore, bruciore o fastidio durante i rapporti, sensazione di peso pelvico o vaginale, incontinenza urinaria, urgenza minzionale o cistiti post-coitali ricorrenti, stitichezza cronica, emorroidi frequenti e dolore pelvico cronico.
Un pavimento pelvico sano è un muscolo elastico e dinamico: deve sapersi contrarre per garantire la continenza, ma anche rilassare completamente per consentire la minzione, la defecazione, i rapporti sessuali e il parto.







