Fabio Turi
Osteopata e Chinesiologo
Chi è
Osteopata e chinesiologo, specializzato nel benessere della donna durante il preconcepimento, la gravidanza, il post parto e nell’osteopatia pediatrica.
Ruolo Professionale
- Osteopata pediatrico
- Chinesiologo
Formazione
- Laurea in scienze motorie
- Laurea in scienze della nutrizione umana
- Diploma in osteopatia con specializzazione pediatrica
Ogni nascita cambia due vite. Il mio compito è accompagnarle entrambe.
LO SAI CHE
Risposte brevi alle domande più attuali e più richieste dai genitori
Man mano che l'utero cresce, il diaframma risale e la gabbia toracica si allarga di cinque o sei centimetri di circonferenza. Il corpo compensa aumentando il volume di aria mobilizzata a ogni respiro anche del 30%. Per questo molte donne si sentono senza fiato salendo due rampe di scale e pensano di aver perso la forma fisica. È fisiologia. Il problema compare quando il torace perde mobilità: il respiro si sposta in alto, diventa corto e i muscoli accessori del collo iniziano a lavorare il doppio. Da lì nascono tensione cervicale, spalle rigide e quella fastidiosa sensazione di fame d’aria. Lavorare sulla mobilità costale con rotazioni del tronco e apertura laterale delle coste restituisce spazio al respiro, il diaframma scende bene e il pavimento pelvico si adatta meglio in vista del parto.
Fonte: ACOG, Committee Opinion n. 804, Physical Activity and Exercise During Pregnancy and the Postpartum Period, 2020.
Dal terzo trimestre la posizione in cui ci si addormenta è importante. Una metanalisi su dati individuali di oltre 850 donne ha mostrato che addormentarsi supine dopo la ventottesima settimana si associa a un rischio di natimortalità tardiva circa 2,6 volte superiore rispetto al decubito laterale. Il motivo è meccanico: l'utero comprime la vena cava inferiore e l'aorta, riducendo il ritorno venoso materno e la perfusione placentare. La raccomandazione è semplice: addormentarsi su un fianco, indifferentemente destro o sinistro. Se ci si sveglia sulla schiena non bisogna allarmarsi, basta rimettersi di lato, perché quello che conta è il tempo che si passa in quella posizione. Un cuscino tra le ginocchia e uno di sostegno sotto il ventre evitano che il bacino ruoti e riducono il carico sulla zona lombare, che è poi la ragione principale per cui molte donne si girano di notte senza trovare pace.
Fonte: Cronin RS et al., An Individual Participant Data Meta analysis of Maternal Going to Sleep Position and the Risk of Late Stillbirth, EClinicalMedicine, 2019.
Interessa il 70-80% delle gravidanze e nella maggior parte dei casi compare prima della 9° settimana. Questo la rende comune, non inevitabile. Le linee guida del Royal College of Obstetricians and Gynaecologists sono chiare: la nausea gravidica va valutata e trattata e il ritardo nel trattamento è uno dei motivi per cui alcune donne peggiorano fino all'iperemesi. Tra le strategie non farmacologiche con evidenze a supporto ci sono lo zenzero e l'agopressione sul punto P6 al polso. Nel quotidiano invece è importante non arrivare mai a stomaco completamente vuoto, frazionare i pasti in piccole quantità ravvicinate, privilegiare proteine e cibi asciutti al risveglio e bere lontano dai pasti. Esistono inoltre terapie farmacologiche sicure in gravidanza, che il medico può prescrivere quando la qualità della vita è compromessa o il peso cala troppo. Vanno segnalati subito vomito che impedisce di idratarsi, perdita di peso e ridotta emissione di urine.
Fonte: RCOG, Green top Guideline n. 69, The Management of Nausea and Vomiting of Pregnancy and Hyperemesis Gravidarum, 2016.
Perché compare, come riconoscerlo e come affrontarlo con l'esercizio giusto. Se dipendesse solo dal peso, comparirebbe tutto nell'ultimo mese e colpirebbe soprattutto chi ha il pancione più grande. Non è così: il mal di schiena in gravidanza interessa circa la metà delle donne e spesso inizia molto prima del terzo trimestre. La differenza la fa la gestione del carico. Il centro di massa si sposta in avanti, il bacino modifica la sua inclinazione, la lassità legamentosa aumenta per via degli ormoni e i muscoli profondi, che stabilizzano tronco e bacino, faticano a controllare movimenti che prima erano automatici. La revisione Cochrane su questo tema evidenzia che l'esercizio riduce il dolore lombare e migliora la funzione durante la gravidanza. Va poi distinto il dolore lombare dal dolore del cingolo pelvico, che si presenta più basso, dietro o sulla sinfisi e che ha bisogno di un lavoro diverso. Una valutazione personalizzata è importante e serve esattamente a questo, perché trattare l'uno con gli esercizi dell'altro spiega perché molte mamme non risolvono il dolore.
Dalla lombalgia al pavimento pelvico: le conseguenze reali e l'approccio al recupero. La diastasi è l'aumento della distanza tra i due retti dell'addome per il cedimento della linea alba, il tessuto connettivo che li unisce. È presente in circa il 60% delle donne a sei settimane dal parto e persiste in circa un terzo a un anno di distanza. Il problema non è solo estetico, ma anche funzionale, dal momento che la parete addominale trasferisce il carico tra torace e bacino e quando perde tensione quel peso si scarica altrove. Nella pratica clinica questo si traduce in lombalgia, senso di pesantezza addominale, difficoltà a sollevare il bambino e in una maggiore richiesta al pavimento pelvico, che si trova a lavorare senza il supporto del cilindro addominale. In donne con disfunzione del pavimento pelvico la diastasi è stata riscontrata in circa due casi su tre. L'obiettivo del recupero non è solo chiudere i centimetri, ma ricostruire tensione e capacità di carico, ripartendo dalla coordinazione tra respiro e addome profondo e progredendo gradualmente.







