Luca Levrini

Luca Levrini

Ortodontista

Chi è

Professore universitario, ortodontista e giornalista pubblicista. Affianca all’attività clinica e alla ricerca scientifica un particolare interesse per la prevenzione delle malattie del cavo orale. Convinto del valore della conoscenza come strumento di crescita personale e collettiva, promuove il dialogo tra scienza, salute e cultura.


Ruolo Professionale

Ruolo Professionale

  • Ortodontista
  • Presidente Vicario Corso di laurea in Igiene Dentale all'Università degli Studi dell'Insubria
  • Direttore Scuola di Specializzazione in Ortognatodonzia all'Università degli Studi dell'Insubria
Formazione

Formazione

  • Laurea in Medicina e Chirurgia
  • Scuola di Specializzazione in Ortognatodonzia

La prevenzione non nasce soltanto da ciò che sappiamo, ma soprattutto dal valore che attribuiamo alla nostra salute. È questa consapevolezza che orienta le nostre scelte positive di benessere.

Luca Levrini Ortodontista
LO SAI CHE

LO SAI CHE

Risposte brevi alle domande più attuali e più richieste dai genitori

Il succhietto, comunemente chiamato ciuccio, può influenzare lo sviluppo del palato e dei denti, soprattutto se viene usato intensamente e per lungo tempo. Anche la sua forma può avere un ruolo: in particolare, deve orientarsi verso il palato in modo funzionale e anatomico. Un uso scorretto può favorire, per esempio, il morso aperto anteriore (i denti anteriori non si toccano) e il morso crociato posteriore (i denti superiori posteriori chiudono all’interno rispetto a quelli inferiori). Conta quindi la relazione tra forma, frequenza, intensità e età del bambino. Nei primi anni succhiare è del tutto naturale: il problema nasce quando questa abitudine continua oltre il periodo in cui dovrebbe progressivamente scomparire, indicativamente entro i 3 anni. 

Ti è stata utile questa risposta?

La bocca aperta può essere semplicemente un’abitudine, ma può anche indicare che il bambino fatica a respirare con il naso, per esempio a causa di un naso ostruito, di adenoidi o di tonsille ingrossate. Se succede ogni tanto, generalmente non c’è motivo di preoccuparsi. Se invece il bambino tiene spesso la bocca aperta, soprattutto mentre dorme, è bene parlarne con il pediatra e, se necessario, con un otorinolaringoiatra. Non sempre, quindi, è un “vizio” che passerà da solo: prima di correggere l’abitudine è importante capire perché il bambino respira con la bocca. Respirazione, posizione della lingua e sviluppo della bocca sono infatti strettamente collegati tra loro e possono contribuire, insieme ad altri fattori, alla comparsa di alcune malocclusioni. 

Ti è stata utile questa risposta?

La lingua non serve soltanto a parlare e deglutire: anche quando abbiamo la bocca chiusa contribuisce all’equilibrio delle forze che accompagnano lo sviluppo dei denti e del palato. Se rimane a lungo in una posizione bassa, questo equilibrio può cambiare e influenzare lo sviluppo dell’arcata dentaria. Respirazione e posizione della lingua sono spesso collegate: quando un bambino respira abitualmente con la bocca, la lingua tende a restare più bassa per lasciare libero il passaggio dell’aria. Non è sempre possibile stabilire quale dei due fenomeni venga prima, ma entrambi possono contribuire a modificare l’equilibrio della bocca. In condizioni normali, a riposo, la lingua dovrebbe appoggiarsi al palato, con la punta sulla mucosa subito dietro agli incisivi superiori.

Ti è stata utile questa risposta?

Assolutamente no. Una malocclusione non riguarda soltanto l’aspetto dei denti: in alcuni casi può influenzare anche il modo in cui si manifestano le funzioni del cavo orale. Può essere associata, per esempio, a difficoltà nella masticazione, nella deglutizione, nella respirazione o a un’alterata funzione dei muscoli della bocca. Non tutte le malocclusioni, però, hanno la stessa importanza e non tutte devono essere trattate. Alcune hanno soprattutto una componente estetica, mentre altre possono essere associate a una vera alterazione della funzione o dello sviluppo. L’obiettivo dell’ortodonzia, quindi, non è soltanto avere denti più belli, ma contribuire a una bocca sana e funzionale.

Ti è stata utile questa risposta?

Sì, in alcuni casi può essere molto utile, ma intervenire presto non significa necessariamente intervenire subito. Durante la crescita, alcuni trattamenti possono correggere alterazioni dello sviluppo dei mascellari o intercettare problemi funzionali. Può essere utile, per esempio, in alcune forme di morso crociato o quando esiste un’alterazione importante della crescita. In altri casi, invece, la scelta migliore è semplicemente controllare il bambino nel tempo e aspettare che arrivi il momento più favorevole per intervenire. 

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