Quando iniziano a camminare i bambini?

A che età iniziano a camminare i bambini e da quando aspettarsi i primi passi

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Vedere il proprio bambino muovere i primi passi è uno dei momenti più emozionanti nella vita di ogni genitore. Segnano la transizione da neonato a piccolo esploratore del mondo, l'inizio di una nuova, entusiasmante fase di indipendenza. Questa tappa, tanto attesa, porta con sé anche una serie di domande e, talvolta, di ansie: a che età iniziano a camminare i bambini? E se il mio bambino sembra essere più lento degli altri?


Ogni bambino ha i suoi tempi: non esistono tempistiche universali. Con pazienza, incoraggiamento e tanta curiosità, ciascuno trova il proprio modo per muoversi nel mondo. Conoscere le tappe dello sviluppo motorio e capire come sostenere il bambino quando inizia a camminare aiuta a vivere con serenità questo momento speciale, aspettando con entusiasmo quel primo passo “da solo”.

A che età iniziano a camminare i bambini?

Ancor prima di iniziare a camminare, ogni bambino attraversa alcune fasi preparatorie: prima impara a stare seduto stabilmente, poi a gattonare, infine ad alzarsi in piedi aggrappandosi ai mobili. Ognuno di questi passaggi rafforza equilibrio e coordinazione, creando le basi per i primi veri passi. Nei mesi che precedono la camminata, infatti, il corpo del bambino diventa il suo strumento di scoperta. Il gattonamento gli permette di esplorare, mentre stare in piedi lo avvicina al punto di vista del mondo “dei grandi”.


La domanda più comune è senza dubbio legata alle tempistiche. In media, la maggior parte dei bambini compie i primi passi in autonomia tra i 9 e i 18 mesi, anche se il picco si concentra spesso tra i 12 e 14 mesi di età. Questo ampio intervallo riflette l’unicità dello sviluppo di ogni bambino. Fattori come il temperamento, la forza muscolare e il desiderio di esplorare l’ambiente sono le discriminanti che rendono ogni bimbo unico, anche in questa fase di crescita. 


In genere i bimbi più precoci fanno molto affidamento sul supporto dei mobili, del muro o di giochi studiati proprio per questa fase evolutiva. Da qui, ad un certo punto, cominciano ad esplorare con l'aiuto della mano di un adulto, con passo incerto, ma pieno di fiducia. Non serve accelerare: ogni tentativo, anche breve, rafforza autostima e controllo del corpo. Una volta sicuri del proprio equilibrio, prendono il via e si staccano completamente, acquisendo autonomia con rapidità.

Come tenere i bambini quando iniziano a camminare

Quando il bambino comincia a muoversi in autonomia è importante sapere come supportarlo correttamente per non ostacolare la sua naturale ricerca di equilibrio. Evita di sollevarlo per le braccia o tirarlo verso di te: questa posizione altera il suo baricentro, spingendolo in avanti e dandogli un falso senso di equilibrio. Non gli permette di imparare a bilanciarsi da solo e a usare le braccia per proteggersi in caso di caduta. Meglio sostenerlo dolcemente sotto le ascelle, intorno al busto o ai fianchi, lasciando le braccia libere. In alternativa, puoi offrire le tue mani all'altezza o davanti al suo busto, permettendogli di aggrapparsi a te mantenendo una postura naturale.


Anche l’ambiente gioca un ruolo chiave: pavimenti sicuri, spazi liberi da ostacoli e superfici su cui muoversi scalzo o con calzini antiscivolo aiutano a sviluppare equilibrio e sicurezza, passo dopo passo.

Come far camminare un bambino: stimoli, giochi ed esercizi

La cosa migliore che puoi fare per aiutare il tuo bambino a imparare a camminare è incoraggiarlo a sperimentare diversi tipi di movimento. Il momento ideale per esercitarsi è quando il bambino è riposato e sereno, perché la stanchezza può renderlo insicuro. Un ambiente calmo e positivo invoglia chiunque a provare di nuovo.



Il modo migliore per stimolarlo è attraverso il gioco, senza mai forzarlo:

  • Crea un percorso a ostacoli morbido: usa cuscini e pouf per incoraggiarlo a esplorare e a superare piccoli dislivelli, rafforzando i muscoli.
  • Stimola la camminata costiera (camminata laterale): posiziona i suoi giochi preferiti a un'estremità del divano per motivarlo a raggiungerli tenendosi saldamente al mobile. In questo modo, impara a spostare il peso da un piede all'altro e a sviluppare l'equilibrio.
  • Fallo camminare a piedi nudi: questo gli fornisce un feedback sensoriale completo attraverso i piedi e ne favorisce lo sviluppo sano.
  • Offri un supporto stabile: i primi passi, stabili e pesanti, sono ottimi alleati, perché offrono un appoggio che il bambino può gestire in autonomia. 
  • Invitalo a venire da te: mettiti a breve distanza da lui e, con le braccia aperte, incoraggialo a raggiungerti. 
  • Incoraggia gli accovacciamenti: mentre il tuo bambino è in piedi, tieni il suo giocattolo preferito basso a terra, in modo che debba accovacciarsi per raccoglierlo. Esercitarsi ripetutamente negli accovacciamenti rafforzerà i muscoli centrali del corpo e delle gambe del tuo bambino, preparandolo a camminare.

Rinforza la muscolatura della gambe: i primi cavalcabili, adatti dai 12 mesi, e il quadriciclo sono pensati per sviluppare la forza muscolare di cosce, polpacci e del tronco e aiutare la coordinazione occhio-piede e ad usare le gambe in modo alternato.

In questa fase, le cadute sono molto comuni. Cadere è una parte importante dell'apprendimento del camminare e, quando succederà, cerca di evitare una reazione negativa. Piuttosto considera di dire una frase puramente descrittiva, come ad esempio "Sei caduto".

Il mio bambino cammina sulle punte: devo preoccuparmi?

Il passo di un adulto inizia quando il tallone entra in contatto con il terreno, poi il peso si sposta sulla parte centrale del piede e la pianta del piede spinge il corpo in avanti. Questa camminata tallone-punta tende a emergere quando il bambino impara a camminare bene, intorno ai 2 o 3 anni di età.

 

Durante i primi mesi dopo aver imparato a muovere i primi passi, però, può capitare che il bambino cammini sulle punte, soprattutto se la superficie di appoggio è sollevata da terra (ad esempio con l'uso di una scarpa o calzini antiscivolo). Si tratta di una fase transitoria, legata alla ricerca dell'equilibrio, che aiuta a sviluppare le abilità motorie successive come ad esempio il salto.

Nella maggior parte dei casi camminare occasionalmente sulle punte non è motivo di preoccupazione. Se però questa abitudine persiste oltre i 18 mesi o diventa il modo abituale di muoversi, è consigliabile parlarne con il pediatra o un fisioterapista infantile, per escludere eventuali tensioni muscolari.



Inoltre, andrebbe consultato un professionista se il bambino mostra:

  • Ritardo significativo del tentativo di reggersi in piedi o di camminare entro i 18 mesi.
  • Asimmetria marcata, ovvero se zoppica visibilmente o usa un lato del corpo in modo molto diverso dall'altro.
  • Perdita di abilità, se il bambino smette di fare qualcosa che aveva già imparato a fare.

Rispettare i tempi di ogni bambino

Il camminare è una conquista che arriva sempre nel momento giusto. Forzare o anticipare i tempi non serve: può anzi creare insicurezza e frustrazione. L’obiettivo dei genitori è offrire spazio, tempo e fiducia, perché ogni passo, anche il più incerto, è un piccolo grande traguardo.


Quando il tuo bambino si staccherà per la prima volta e camminerà verso di te, saprai che è arrivato il suo momento: un gesto semplice, che racchiude tutta la magia della sua crescita.