Chi è
Pediatra di lunga esperienza consultoriale, orientato alla prevenzione ad ampio spettro e in una prospettiva di interdisciplinarietà centrata sul bambino e sulla famiglia. Da sempre dedito alla comunicazione scientifica a livello professionale e divulgativo.
Ruolo Professionale
- Pediatra
- Divulgatore medico-scientifico
- Animatore di formazione
Formazione
- Laurea in Medicina e Chirurgia
- Specializzazione in Pediatria
La migliore medicina è quella che arriva prima: prevenzione, educazione e stile di vita sono gli strumenti per far crescere i bambini in salute.
LO SAI CHE
Risposte brevi alle domande più attuali e più richieste dai genitori
La febbre non va giudicata soltanto dal valore indicato dal termometro: conta soprattutto come sta il bambino. Secondo la Società Italiana di Pediatria (SIP), un bambino con febbre ma vigile, reattivo, che beve e respira normalmente può generalmente essere osservato e assistito a casa, mantenendo una buona idratazione. Gli antipiretici vanno utilizzati soprattutto quando alla febbre si associa malessere e non per normalizzare a tutti i costi la temperatura. Occorre invece contattare rapidamente il pediatra se il bambino ha meno di 6 mesi di vita o appare molto abbattuto, e rivolgersi al Pronto Soccorso se presenta condizioni preoccupanti (per esempio è soporoso e non reagisce agli stimoli). Non somministrare antibiotici di propria iniziativa.
Intestino e cervello comunicano continuamente attraverso una rete complessa di segnali nervosi, ormonali, immunitari e metabolici: questo collegamento bidirezionale, nel quale, come sottolinea la dicitura, predominano le informazioni che dall’intestino raggiungono il cervello, è il cosiddetto asse intestino-cervello, che oggi, sulla base di un’ampia mole di dati scientifici, è considerato alla stregua di un organo a tutti gli effetti. Nell’asse intestino-cervello un ruolo fondamentale è svolto dal microbiota intestinale, cioè la popolazione complessiva dei microrganismi presenti nell'intestino, la cui composizione è influenzata dall’alimentazione e dalle abitudini di vita. La ricerca sta chiarendo come alimentazione, microbiota e funzionamento cerebrale siano interconnessi, ma molte associazioni finora osservate sono tuttora oggetto di studio per quanto riguarda non soltanto i meccanismi fisiologici ma anche la possibilità di modificare, mediante l’integrazione di opportuni ceppi probiotici (batteri vivi), il microbiota.
Bibliografia:
Aburto MR, Cryan JF. Gastrointestinal and brain barriers: unlocking gates of communication across the microbiota-gut-brain axis. Nat Rev Gastroenterol Hepatol. 2024; 21:365
Un bambino non deve necessariamente “correre” ogni giorno: deve invece muoversi. Per i bambini e gli adolescenti dai 5 ai 17 anni, l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) raccomanda una media di almeno 60 minuti al giorno di attività fisica da moderata a vigorosa, prevalentemente aerobica, nell'arco della settimana. Correre, andare in bicicletta, giocare all'aperto, ballare o praticare uno sport sono tutte possibilità. Nei più piccoli le indicazioni sono diverse: tra 1 e 2 anni servono almeno 180 minuti di attività fisica distribuiti nella giornata; tra 3 e 4 anni almeno 180 minuti, di cui almeno 60 a intensità moderata-vigorosa. Non conta solo fare sport, posto che la scelta dell’attività sia condivisa con il bambino e lui gradita, ma è importante soprattutto interrompere i lunghi periodi trascorsi seduti per contrastare la sedentarietà, prevenendo sovrappeso e obesità.
Lo svezzamento, oggi più correttamente ridefinito “alimentazione complementare” per sottolineare che l’introduzione dei cibi solidi deve avvenire in concomitanza e non in sostituzione dell’allattamento, non dovrebbe seguire un calendario standardizzato e identico per tutti. Il Ministero della Salute, sulla base delle indicazioni ufficiali, indica in generale l'introduzione degli alimenti diversi dal latte intorno ai 6 mesi, considerando però sviluppo e caratteristiche individuali del bambino. Non servono schemi rigidi: è utile invece proporre progressivamente alimenti diversi, adattandone consistenza e dimensioni alle capacità del bambino. Frutta, verdura e alimenti della famiglia possono entrare nella sua alimentazione, evitando eccessi di sale e zuccheri. Anche l'esposizione a sapori differenti contribuisce a sviluppare le preferenze alimentari. Il pediatra di famiglia, che conosce ogni bambino, è naturalmente il riferimento privilegiato per qualsiasi consiglio o dubbio.
Bibliografia e Sitografia:
Ministero della Salute, FAQ – Corretta alimentazione ed educazione nutrizionale nella prima infanzia, aggiornamento 19/12/2024
Tablet, smartphone e altri dispositivi non pongono soltanto una questione di tempo ma anche di modalità di impiego. Restare a lungo nella stessa posizione, con il capo inclinato verso lo schermo può infatti causare affaticamento muscolare e disturbi muscoloscheletrici, senza poi contare che un utilizzo prolungato, soprattutto nelle ore serali, può interferire con il sonno. Per questo è utile alternare lo schermo con movimento e pause, evitare dispositivi durante i pasti e nell'ora precedente il sonno e non tenere device in camera da letto. Il Ministero della Salute raccomanda inoltre di evitare smartphone e tablet sotto i 2 anni. Se mal di testa, dolore cervicale, disturbi visivi o disturbi del sonno diventano frequenti, soprattutto in età adolescenziale, è opportuno parlarne con il pediatra.







