Co-sleeping, dormire vicino al neonato

Consigli per una nanna serena vicino al proprio piccolo

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Nei primi giorni, nelle prime settimane, mamma e papà vorrebbero avere il loro bimbo sempre accanto. Durante la notte questa necessità diventa ancora più intensa: la mamma soprattutto, ha bisogno di sentire il figlio accanto a sé, per nutrirlo, accudirlo e sorvegliarlo. Ma anche il neonato si tranquillizza sentendo la presenza e la vicinanza della mamma, si sente sicuro e riceve subito soddisfazione dei suoi bisogni.

Co-sleeping: che cos’è?

Il termine co-sleeping è composto da due parole, sleep (dormire) e co (insieme). Il co-sleeping è la pratica di dormire vicino al proprio bambino durante la notte, specialmente nei primi periodi. Questo può richiedere l’utilizzo di culle attaccate al letto dei genitori, un lettino separato nella stessa stanza o altri dispositivi che consentano al bambino di essere vicino ai genitori o caregiver durante il sonno, senza condividere lo stesso letto. 


È importante distinguere il co-sleeping dal bed-sharing, entrambe pratiche legate al dormire vicino al neonato, ma che presentano differenze significative. Se il co-sleeping si riferisce alla pratica di dormire vicino al neonato, nello stesso ambiente ma non nello stesso letto, nel caso del bed-sharing il neonato dorme nello stesso letto dei genitori, spesso a stretto contatto fisico.


Adottare misure di sicurezza adeguate per garantire un ambiente di sonno protetto e sicuro per il bambino è fondamentale, e in quest’ottica il bed-sharing può comportare rischi per il bambino come soffocamento accidentale o sovrapposizione di coperte, cuscini o altri oggetti presenti nel letto dei genitori.

Il Co-sleeping è sicuro?

Prima di tutto è necessario fare una distinzione importante: esiste un co-sleeping sicuro e uno no. Riposare insieme può avere numerosi vantaggi e benefici, ma è importante rispettare una regola fondamentale: vicini sì ma ognuno nel proprio letto. Il piccolo può essere portato nel letto dei genitori per essere allattato e coccolato, ma dopo deve sempre essere rimesso nella sua culla.

 

Il bed-sharing può comportare rischi aggiuntivi, come soffocamento accidentale o sovrapposizione di coperte, cuscini o altri oggetti e, per questo, è fortemente sconsigliato in quanto non garantisce le condizioni necessarie per un sonno sicuro del neonato.


Un co-sleeping praticato correttamente aiuta a ridurre il rischio di SIDS(1), la morte improvvisa del lattante, ma richiede comunque attenzione e adozione di pratiche di sonno sicuro per proteggere il neonato. È fondamentale la scelta di una culla appositamente studiata e certificata secondo la norma vigente (EN 1130:2019), per permettere di stare vicino al neonato in tutta tranquillità. Sono sconsigliate soluzioni improvvisate, poiché possono nascondere pericoli non sempre evidenti e critici per la sicurezza del bambino.

Co-sleeping: quali sono i vantaggi?

La pratica del co-sleeping nei primi mesi di vita del neonato può essere scelta e praticata per diversi motivi:


  1. Facilita l'allattamento al seno: la vicinanza fisica durante la notte consente alla madre di rispondere prontamente ai bisogni del neonato e di stabilire un legame affettivo più forte.
  2. Promuove il sonno del neonato: essere vicino ai genitori durante la notte può aiutare il neonato a sentirsi sicuro, tranquillo e protetto, favorendo un sonno più profondo e ristoratore.
  3. Rafforza il legame affettivo: il contatto fisico può favorire lo sviluppo di un legame affettivo sicuro e duraturo tra il neonato e i genitori, contribuendo al benessere emotivo del bambino.
  4. Semplifica la gestione dei risvegli notturni: condividere lo stesso ambiente di sonno può semplificare la gestione dei risvegli notturni del neonato, consentendo ai genitori di rispondere prontamente alle sue esigenze senza dover spostarsi in un'altra stanza.

Regola il ritmo sonno-veglia del neonato: dormire nella stessa stanza dei genitori, aiuta il neonato a regolare il suo ritmo circadiano su quello dei genitori.

Co-sleeping fino a che età?

Non esiste un limite di tempo universale o assoluto per il co-sleeping, poiché ogni situazione è unica e dipende dalle circostanze individuali. Alcuni genitori scelgono di praticare il co-sleeping solo nei primi mesi di vita del neonato, mentre altri potrebbero continuare a farlo per un periodo più lungo. È importante tenere a mente che il co-sleeping viene consigliato per i primi 6 mesi di vita del piccolo e valutare costantemente la situazione e le esigenze sia del neonato sia della famiglia, prendendo in considerazione il benessere di entrambi.

Dove far dormire il neonato i primi mesi?

Durante i primi mesi di vita, come abbiamo detto, è essenziale creare un ambiente di sonno sicuro e confortevole per il neonato. Per questo, è meglio che il bimbo possa riposare in culla, uno spazio a lui dedicato da posizionare accanto al lettone. Per questo, esistono apposite culle per il co-sleeping, chiamate anche fianco-letto, appositamente studiate e certificate per consentire al neonato di essere vicino ai genitori durante la notte, ma in tutta tranquillità.

Per maggiori informazioni su come scegliere la culla leggi Culla Neonato: come sceglierla.

Perché scegliere una culla co-sleeping?

Optare per una culla fianco letto permette di praticare il co-sleeping in completa sicurezza, godendo di tutti i vantaggi pratici ed emotivi legati, come abbiamo visto, alla vicinanza durante il sonno. Le culle fianco letto, come quelle della linea Next2Me Chicco, possono essere posizionate vicino al letto dei genitori, donando al piccolo uno spazio tutto suo dedicato al riposo e adatto alle sue necessità specifiche, e, allo stesso tempo, permettergli di sentire la vicinanza dei genitori. 


Le culle Next2Me sono pensate per tenere il bambino accanto al letto dalla nascita fino ai 6 mesi, oppure anche oltre, fino ai 4 anni, se si opta per il lettino Next2Me Forever. La linea include anche il modello Next2Me Twins, una soluzione appositamente pensata per i genitori di gemelli: è dotata di una barriera divisoria trasparente che permette ai neonati di riposare insieme in tutta sicurezza, vedersi e sentirsi, oltre ad essere alla comoda portata della mamma durante il riposo.